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Il monitoraggio pressorio domiciliare, supportato dai farmacisti territoriali, migliora il controllo dell’ipertensione
Il monitoraggio pressorio domiciliare, supportato dai farmacisti territoriali, migliora il controllo dell’ipertensione
Il monitoraggio pressorio domiciliare, supportato dai farmacisti territoriali, migliora il controllo dell’ipertensione
Secondo uno studio pubblicato su Hypertension Research, un modello di gestione dell’ipertensione basato sul monitoraggio pressorio domiciliare (HBPM) e sul coinvolgimento dei farmacisti territoriali può migliorare in modo significativo il controllo pressorio e le competenze di autogestione dei pazienti. L’intervento, che integrava modalità tradizionali e strumenti digitali di telemonitoraggio, ha mostrato benefici particolarmente rilevanti tra gli adulti più anziani e tra le persone socialmente svantaggiate.
“Il monitoraggio pressorio a domicilio rappresenta un pilastro fondamentale nella gestione dell’ipertensione. L’integrazione dei farmacisti di comunità, soprattutto attraverso modelli di case management ibridi che includono il telemonitoraggio digitale, offre un’opportunità concreta per migliorare il controllo pressorio e l’autogestione del paziente. Tuttavia, l’efficacia di questi interventi a livello nazionale è stata finora poco indagata” spiega Yung-Te Chen, del Taipei Veterans General Hospital, Taipei, Taiwan, primo nome dello studio.
Per approfondire tale aspetto, i ricercatori hanno condotto uno studio osservazionale su scala nazionale a Taiwan, arruolando 1.216 adulti con ipertensione o a rischio elevato di svilupparla attraverso le farmacie di comunità, tra settembre e dicembre 2023. I partecipanti sono stati assegnati per tre mesi a due diversi modelli di supporto: un case management digitale con telemonitoraggio oppure un’assistenza tradizionale guidata dal farmacista. Gli esiti valutati comprendevano le variazioni della pressione arteriosa, oltre a conoscenze, atteggiamenti e comportamenti relativi alla gestione dell’ipertensione. Tra i partecipanti ipertesi, la pressione arteriosa sistolica è diminuita da 133,2 mmHg a 129,8 mmHg, mentre la pressione diastolica è scesa da 83,1 mmHg a 79,7 mmHg nell’arco dei tre mesi di intervento. Il questionario di valutazione ha ottenuto un tasso di risposta del 94%, mostrando miglioramenti significativi nei punteggi di conoscenza (+1,2 punti), atteggiamento (+4,2 punti) e comportamento (+3,5 punti). Un dato particolarmente rilevante riguarda l’effetto dell’intervento nei gruppi vulnerabili; infatti, gli adulti più anziani, le persone con livelli di istruzione più bassi e i residenti in aree meno urbanizzate hanno riportato i miglioramenti più consistenti in termini di gestione dell’ipertensione. Questi risultati suggeriscono che i modelli di presa in carico guidati dal farmacista possano ridurre le disuguaglianze nella cura dell’ipertensione.
“Un intervento ibrido su scala nazionale che promuove il monitoraggio pressorio domiciliare e coinvolge i farmacisti territoriali ha determinato miglioramenti sostanziali nel controllo pressorio e nella capacità dei pazienti di gestire la propria condizione. Il modello si è rivelato particolarmente vantaggioso per le fasce socialmente svantaggiate, supportando la sua inclusione nelle strategie nazionali di gestione dell’ipertensione” concludono gli esperti.
Fonte: Hypertens Res. 2025 Oct 23. doi: 10.1038/s41440-025-02422-6. Online ahead of print.

