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Interventi digitali e invecchiamento sano: efficacia limitata ma ruolo chiave nel mantenimento della funzione cognitiva
Interventi digitali e invecchiamento sano: efficacia limitata ma ruolo chiave nel mantenimento della funzione cognitiva
Secondo una revisione sistematica pubblicata su BMC Geriatrics, l’efficacia degli interventi digitali rivolti agli adulti più anziani nel promuovere un invecchiamento sano risulta nel complesso variabile. Sebbene non emergano benefici significativi sul miglioramento delle conoscenze sanitarie o sui comportamenti salutari, l’uso prolungato di dispositivi digitali e la partecipazione ad attività fisiche computerizzate sembrano contribuire in modo misurabile alla preservazione delle funzioni cognitive.
“Non esisteva ancora una revisione sistematica che valutasse l’efficacia degli interventi digitali per favorire l’invecchiamento sano e la salute cognitiva degli adulti anziani. Il nostro obiettivo era quello di analizzare in modo completo prove a tale riguardo e identificare i fattori che ne condizionano l’applicazione nella pratica” afferma Yvette I-Pei Tsai, della University of Newcastle, Callaghan, Australia, prima autrice del lavoro.
I ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e metanalisi seguendo le linee guida PRISMA. Sono state analizzate le principali banche dati biomediche, tra cui CINAHL, Medline, ProQuest, Cochrane, Scopus e PubMed. Gli studi selezionati sono stati valutati attraverso il Mixed Methods Appraisal Tool da revisori indipendenti, mentre la sintesi quantitativa è stata effettuata utilizzando il software JBI SUMARI. Per gli studi qualitativi è stata applicata un’analisi tematica che ha permesso di individuare gli elementi ricorrenti relativi all’esperienza digitale degli anziani. Complessivamente sono stati inclusi 13 studi. Le metanalisi non hanno mostrato un effetto significativo degli interventi digitali né sul miglioramento delle conoscenze sanitarie né sul cambiamento dei comportamenti salutari, e lo stesso risultato si è riscontrato per i rischi cardiovascolari e per il grado di dipendenza assistenziale. In questi ambiti, infatti, gli effetti aggregati non hanno raggiunto la significatività statistica, suggerendo che l’acquisizione di informazioni tramite strumenti digitali non si traduce automaticamente in un cambiamento reale dello stato di salute. Al contrario, un risultato rilevante riguarda il mantenimento delle funzioni cognitive. Gli anziani che utilizzavano da lungo tempo computer, laptop o smartphone, oppure che partecipavano a programmi computerizzati di attività fisica, mostravano infatti un beneficio statisticamente significativo nella preservazione delle capacità cognitive. Secondo gli autori, questo effetto potrebbe riflettere l’impatto dell’impegno mentale richiesto dall’interazione digitale e il ruolo dell’attività fisica basata su programmi computerizzati nel sostenere la neuroplasticità. L’analisi qualitativa ha messo in evidenza diversi fattori che influenzano l’efficacia degli interventi digitali. Tra essi, l’engagement tecnologico, la qualità della comunicazione con gli operatori, la necessità di mantenere un senso di autonomia, l’importanza della connessione umana, la percezione di sicurezza e privacy e i costi dei dispositivi. Secondo gli autori, questi elementi rappresentano aspetti centrali per comprendere perché il miglioramento delle conoscenze non si traduca automaticamente in riduzione dei rischi sanitari. È la capacità di trasformare le informazioni in azioni concrete, cioè la knowledge translation, che determina l’impatto reale, e tale processo dipende strettamente dal livello di supporto fornito all’anziano. Gli esperti sottolineano che, nonostante i risultati non uniformi, l’evidenza relativa al mantenimento della funzione cognitiva merita attenzione e potrebbe orientare la progettazione di futuri interventi digitali. Tuttavia, invitano alla cautela, notando che gli strumenti digitali non garantiscono automaticamente un miglioramento degli esiti di salute e richiedono un approccio centrato sulla persona che tenga conto degli aspetti sociali, ambientali e organizzativi che influenzano l’uso della tecnologia negli anziani.
“In prospettiva, sarà fondamentale ampliare il significato di intervento centrato sulla persona, integrando elementi legati al contesto sociale, all’ambiente e al sistema sanitario. Allo stesso tempo, questioni come la privacy e i costi dei dispositivi richiederanno una valutazione continua da parte delle autorità regolatorie” concludono gli autori, auspicando ulteriori studi sui benefici specifici dei diversi interventi digitali applicati alla popolazione anziana.
Fonte: BMC Geriatr. 2024 Mar 4;24(1):217. doi: 10.1186/s12877-023-04617-3.

