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Farmacisti segnalano criticità per abuso e uso improprio dei farmaci da banco

Farmacisti segnalano criticità per abuso e uso improprio dei farmaci da banco

I farmacisti di comunità percepiscono l’uso improprio e l’abuso dei medicinali da banco come fenomeni diffusi nella pratica quotidiana, evidenziando la necessità di interventi strutturati di tipo educativo, professionale e regolatorio. Questo è quanto conclude uno studio portato avanti in Arabia Saudita e pubblicato su Frontiers in Pharmacology.

Farmacista di comunità al banco durante la dispensazione di farmaci da banco 

I farmacisti territoriali occupano una posizione privilegiata per identificare e affrontare il problema dell’uso improprio e dell’abuso dei farmaci da banco, ma finora nessuno studio aveva esplorato in modo approfondito le loro esperienze e percezioni” afferma Mohammad Algarni, della University of Birmingham, Birmingham, Regno Unito, autore principale del lavoro.

Per approfondire il fenomeno, i ricercatori hanno condotto interviste semi-strutturate coinvolgendo un campione di farmacisti di comunità reclutati presso farmacie della regione di Al-Baha. Le interviste, condotte in lingua araba mediante una guida validata in fase pilota, sono state registrate, trascritte integralmente, tradotte e successivamente sottoposte ad analisi tematica. L’approccio qualitativo ha consentito di esplorare in modo dettagliato le percezioni dei professionisti sanitari, identificando pattern ricorrenti relativi ai medicinali più frequentemente coinvolti, alle motivazioni dei pazienti e alle strategie adottate nella pratica.

Dall’analisi sono emersi diversi temi centrali. Tra i medicinali da banco più frequentemente oggetto di uso improprio o abuso figurano antistaminici sedativi, preparati per la tosse contenenti destrometorfano, analgesici a base di codeina e analgesici non oppioidi. Secondo i farmacisti intervistati, la gestione autonoma di patologie mediche persistenti rappresentava una delle principali motivazioni per l’uso improprio degli analgesici, mentre l’impiego ricreativo e l’induzione del sonno emergevano come motivazioni più tipicamente associate all’abuso. Gli intervistati hanno inoltre identificato diversi fattori contribuenti, tra cui la ricerca di consigli non professionali, la limitata consapevolezza sui farmaci e l’influenza della comunicazione commerciale.

Tali elementi, secondo gli autori, riflettono dinamiche complesse che coinvolgono aspetti comportamentali, culturali e informativi, suggerendo che il problema non possa essere affrontato esclusivamente a livello individuale. Dal punto di vista operativo, i farmacisti hanno descritto diverse modalità di identificazione dei comportamenti a rischio, basate sull’osservazione delle attitudini dei clienti e sull’impiego di tecniche strutturate di interrogazione. Le strategie di intervento più frequentemente riportate includevano attività di counselling sull’uso appropriato dei medicinali, proposta di alternative terapeutiche più sicure e, quando ritenuto necessario, rifiuto della dispensazione. Particolare rilievo assumono le considerazioni relative alle possibili strategie di mitigazione del rischio. I farmacisti intervistati hanno suggerito diversi interventi, ma hanno espresso una netta preferenza per la riclassificazione dei medicinali da banco con potenziale di abuso verso regimi di prescrizione obbligatoria, ritenuta la misura più efficace per contenere il fenomeno.

I farmacisti di comunità ritengono che l’uso improprio e l’abuso dei farmaci da banco rappresentino problematiche comuni. È necessaria una strategia multidimensionale che includa il rafforzamento delle competenze professionali, la revisione delle normative di vendita dei medicinali da banco e interventi educativi rivolti ai pazienti” concludono gli autori.

Bibliografia
Front Pharmacol. 2022 Nov 28:13:997342. doi: 10.3389/fphar.2022.997342. eCollection 2022.

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